Riti e Tradizioni della Pesca del PesceSpada

Riti e Tradizioni della Pesca del PesceSpada

Anticamente e fino agli anni Cinquanta, la pesca del Pesce Spada si effettuava con tre barche: una “Feluca” con un albero centrale alto 20 metri chiamato”’ntinna“, dove sulla sommità trovava posto (molto scomodo) un osservatore detto “ ‘ntinneri “, ed due barche lunghe sei metri e larghe m. 1,65 chiamate “Luntro“ rigorasamente pitturate di colore nero, munite di una piccola antenna alta tre metri, con un equipaggio di cinque rematori su quattro remi, un “antennista” e un lanciatore che si posizionava a poppa (così era chiamata, in gergo, la prua) col compito di infilzare la preda.

La barca, costruita in legno molto leggero, sotto la spinta dei vogatori diventava velocissima ma capitava che il pesce si inabissasse o si sbagliasse il tiro.

L’equipaggio del “Luntro” era scelto accuratamente tra vogatori forti e capaci, che nella maggior parte dei casi erano addestrati sin dalla nascita e quindi sapevano tutto sulla pesca e come muovewrsi sulla barca.

Il pagamento dell’equipaggio non era determinato in quota fissa, ma, per antica usanza, era calcolato in proporzione al pescato, in modo da avere stimoli maggiori.

Il sistema, basato su una Feluca e due Luntri, era articolato in venti parti cosi suddivise:

due parti al padrone della Feluca; una alla barca del lanciatore; una e mezza al lanciatore; una alla vedetta del Luntro; tre alle due vedette della Feluca(dopo gli anni sessanta ,èrima la vedetta era una sola) ; sei per i cinque rematori del Luntro; quattro per i quattro rematori della seconda barca; una al proprietario dei ferri e mezza alla Chiesa.

Oggi il sistema di pagamento è quasi uguale, ma adeguato al nuovo sistema di pesca che si pratica con feluche munite di passerelle in ferro lunghe 20 metri, un traliccio di 30 metri con una gabbia finale che ospita due antennieri con il timone in sostituzione del palo di legno e potentissimi motori, mentre il “Luntro” è stato definitivamente abbandonato.